Category Archives: SEO

SEO 301 redirect

redirect 301, dare valore ai contenuti web nel tempo

Questo tutorial è legato al redirect 301 (moved permanently o redirect permanente) e vuole illustrare i diversi mezzi a disposizione per mantenere il valore di un contenuto web che, nel corso della sua storia, può cambiare posizione (“indirizzo”) più volte.

redirect 301, un modo intelligente di fare SEO

redirect 301, un modo intelligente di fare SEO

Il reindirizzamento degli URL (Uniform Resource Locator) delle pagine si rende particolarmente indispensabile quando si migra il proprio sito da un dominio all’altro, quando si passa da un CMS ad un altro e ancora quando viene fatto il restyle di un sito e gli URL delle pagine possono cambiare.

Quando, durante una navigazione, richiediamo una risorsa che il server non trova, quest’ultimo restituisce al nostro browser l’errore 404 (Not Found).

Cookie policy, guida alla sopravvivenza.

Dopo la mobilegeddon del 21 Aprile, nuove preoccupazioni sono arrivate per tutti coloro che hanno un sito. Le notti insonni questa volta sono state determinate dalla teorica entrata in vigore delle sanzioni della cosiddetta “Cookie Law” (D.L. 69/2012 e 70/2012).

La storica data, per gli amanti della cabala, è stata il 2 Giugno 2015.

Cookie Policy, guida alla sopravvivenza

Cookie Policy, guida alla sopravvivenza

L’origine di questa nuova ondata di emozioni da web è stata determinata dall’Unione Europea che ha deciso di avere un ruolo attivo rispetto alla privacy, dopo essersi resa conto che i grandi colossi della rete (Google, Facebook per citarne alcuni) acquisiscono una impressionante mole di dati che, se non strettamente personali, riguardano comunque preferenze, gusti e consumi.

Il sassolino che la UE ha messo nella scarpa di Google è stata la famosa “Cookie Law”, applicata in ritardo anche dal nostro paese.

In Italia il Vai al sito del Garante della Privacy ha previsto un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati di mettersi in regola.

Questo periodo è terminato il 2 giugno 2015 ma almeno per questi primi mesi le sanzioni non dovrebbero scattare.

Segmentare il traffico degli utenti in base al device

Oggi andremo a segmentare la nostra audience sulla base del tipo di device usato per navigare il nostro sito, sia esso un ecommerce o un semplice sito vetrina.

Google Analytics permette infatti di segmentare le nostre visite in diversi modi. Cliccando sulla voce Pubblico si aprirà la tendina relativa a questo specifico sotto-menù. Passiamo quindi alla voce Mobile e clicchiamo su Panoramica. La visualizzazione “percentuale” (icona del grafico a torta) ci offre una istantanea delle tre grandi categorie di “device” che accedono al nostro sito: Desktop, Tablet e Mobile (smartphone e iPhone).

Segmentare con Analytics

Bizonweb Srl

Google 21 Aprile, la ricerca si fa mobile: il tuo sito è mobile-friendly?

mobile-friendly label

mobile-friendly label

Il 21 Aprile, come annunciato da Google, si volterà pagina: il mobile-friendly diventerà un fattore di ranking. Tradotto in parole povere, i siti che godranno dell’etichetta “mobile-friendly” avranno maggiore visibilità nelle ricerche fatte tramite dispositivi mobile (smartphone, iphone, blackberry .. per intenderci) all’interno di Google.

Se ti puoi permettere di rinunciare ad una percentuale tra il 25 ed il 50% del traffico di Google (ricerca organica), allora abbandona la pagina, spegni il PC, il tablet, l’iPad, lo smartphone o l’iPhone, in caso contrario ti consigliamo di procedere pure nella lettura di questo articolo.

Quello che succederà dopo il 21 Aprile è molto semplice: i siti che saranno stati ottimizzati per una visualizzazione corretta tramite dispositivi mobile, si troveranno ad essere più visibili nelle ricerche all’interno di Google rispetto ai siti che non lo saranno.

Blogspot e Fashion Bloggers

Fashion Blogger, Blogspot SEO 10 e lode

Negli ultimi anni, frequentando nei social amicizie fashion, mi sono ritrovato a rispondere spesso su come ottimizzare un “fashion blog”. Ed il post di oggi nasce dalle tante domande ricevute.

Tra le diverse piattaforme di blogging (WordPress, Joomla, Tumblr, LiveJournal ..), Blogspot è quella più accessibile anche se, sicuramente, non la più adatta a dare visibilità nei motori di ricerca. Detto questo, però, esiste la possibilità di effettuare gli interventi opportuni e rimediare alle carenze SEO (Search Engine Optimization ovvero l’Ottimizzazione per i Motori di Ricerca) della piattaforma di Google per il blogging.

The Fashion Princess, Fashion Blogger 10 e lode

The Fashion Princess, Fashion Blogger 10 e lode

E’ da notare poi che nell’ambito fashion Blogspot è tra le piattaforme più usate: ogni 4 fashion blogger in media 3 usano la piattaforma di Google per il blogging. Questo post è quindi rivolto a tutte le fashion blogger o aspiranti tali che si ritrovano a gestire il proprio blog su Blogspot.

Previsioni SEO per il 2015

Come ogni fine d’anno ci si ritrova a fare conti e pronostici, bilanci e previsioni di bilancio. Anche la SEO reclama i suoi calcoli e previsioni. Eccoci quindi qui a ipotizzare cosa accadrà durante questo imminente 2015.

SEO 2015

SEO 2015

I 10 fattori SEO da controllare nel 2015 a mio avviso saranno:

produzione tappeti

SEO case study: chiavi sotto il tappeto.

E’ solo nella pratica quotidiana che si può imparare la Sarch Engine Optimization (SEO), attraverso una attenta osservazione della realtà.

Google aggiorna di continuo il proprio algoritmo allo scopo di generare dei risultati che corrispondano il più possibile ai criteri di ricerca dell’utente (il più recente è quello del 25 Settembre 2014, noto come Panda 4.1).

Google Plus

Google Plus once upon a time e la dittatura del web.

Il lavoro di chi si occupa di SEO (search engine optimization) dipende da tanti fattori. L’esistenza di un solo motore di ricerca, praticamente monopolista nella ricerca via web in quasi tutti i paesi del mondo, rappresenta uno dei peggiori ostacoli alla attività SEO.

Il monopolio non prevede la trasparenza delle regole del gioco. Le regole non sono scritte in nessun dove, un solo grande giudice “Google” decide quando la mia azione è lecita e quando no. Le regole “pubbliche” possono cambiare da un giorno all’altro e vanificare ore di lavoro in pochi istanti.

Google Plus SEO

Google Plus, il social network imperfetto per la SEO di Google

Gogle Plus è da sempre gioia e dolore, croce e delizia di quanti si occupano di SEO. Da sempre il social network di Mountain View ha diviso i SEO tra adulatori e detrattori. Vediamo i fatti salienti di quest’anno per capire cosa vale la pena fare, prendere o lasciare.

Il 25 Giugno 2014 Google annuncia, tramite John Mueller (Google Webmaster Trends Analyst), che è stata fatta una piccola variazione nella presentazione dei risultati di ricerca. La piccola variazione annunciata consiste sinteticamente nel togliere l’immagine dell’Autore o del Publisher della singola pagina web dalle query di ricerca di Google.

Linkedin, curriculum alla moda

Linkedin, lettura alternativa per un curriculum alla moda

Tra i settori più competitivi in ambito social media marketing troviamo sicuramente il mondo del lusso e dell’alta moda. L’esperimento odierno consiste nell’utilizzare Linkedin in modo originale.

Andiamo a vedere le proposte di lavoro di brand molto noti tra cui Jimmy Choo, Liu Jo, Gucci, Salvatore Ferragamo, Adidas, Arrods e Diane von Furstenberg.

Con un semplice editor di testo raccogliamo i testi delle diverse aziende e li uniamo in un unico documento. Utilizziamo quindi uno dei tanti strumenti reperibili online che, dato un testo, ne estraggono le parole e le frasi che si ripetono al suo interno.

Il risultato di questa analisi sugli annunci postati dai brand della moda è molto interessante. Emerge un profilo molto delineato.