Hard bounce soft bounce, incrementa la deliverability

Fattore chiave dell’Email Marketing è la Deliverability intesa come la capacità di far pervenire le proprie DEM (Direct Email Marketing) o le proprie newsletter alle caselle di posta dei propri utenti.

Per incrementare questa metrica il consiglio è di mantenere sempre pulita ed aggiornata la lista degli indirizzi a cui viene spedita l’email, Capacità di far pervenire le proprie DEM

Il migliore sistema dal momento che spesso gli utenti non segnalano variazioni di email o l’inutilizzo delle stesse, è quello di attivare delle funzionalità “proattive” per monitorare le mancate deliveries (consegne) dei messaggi di posta che vengono inoltrati per DEM e newsletter.

La mancata consegna di un messaggio in gergo tecnico è definita bounce.

Distinguiamo due tipologie di bounce: hard bounce e soft bounce.

Con hard bounce definiamo tutte quelle email che non vengono recapitate per ragioni “permanenti” come ad esempio la non esistenza della casella, casella non più attiva, ecc..

I soft bounce riguardano invece problemi transitori come problema legato ai DNS, difficoltà a stabilire una connessione, ecc..

Per distinguere hard bounce e soft bounce basta aprire il messaggio che è tornato indietro e leggere la tipologia di errore. A seguire riportiamo i più comuni errori di Non-Delivery Report (NDR) ovvero errori del Rapporto di Non Consegna (rif. http://tools.ietf.org/html/rfc3463):

4.2.2 Casella piena.
4.3.1 Spazio insufficiente sul server.
4.3.2 Problema temporaneo del server.
4.4.1 Connessione di rete non stabile.
4.4.2 Il server ha iniziato la consegna del messaggio ma la connessione è stata interrotta.
4.4.6 Troppi ricircoli, il messaggio è in loop.
4.4.7 Problema di timeout.
4.4.9 Problema DNS.
4.6.5 Il server non gestisce la lingua con cui il messaggio è stato scritto.

5.0.0 Errore generico, comando inoltrato non riconosciuto.

5.1.0 Deve essere controllato l’indirizzo del destinatario che risulta essere errato.
5.1.1 L’indirizzo sembra essere stato spostato du altro server.
5.1.2 Host del dominio sconosciuto.
5.1.3 Indirizzo del destinatario è vuoto.
5.1.4 Due oggetti con il medesimo indirizzo.
5.1.5 Indirizzo di destinazione errato.
5.1.6 Casella di posta spostata.
5.1.7 Il mittente ha un indirizzo non corretto.

5.2.1 Messaggio troppo grande.
5.2.2 Limite capienza casella raggiunto.
5.2.3 Limite lunghezza del messaggio superata.
5.3.3 Il server ha esaurito lo spazio a disposizione.
5.3.4 Messaggio troppo grande.
5.4.0 Problema DNS di instradamento alll’indirizzo del destinatario.
5.4.1 Nessuna risposta dal Server.
5.4.2 Cattiva connessione.
5.4.3 Errore di instradamento (routing).
5.4.7 Tempo massimo per completare l’invio scaduto.
5.5.0 Errore SMTP.
5.5.2 Il disco del sistema operativo è pieno.
5.7.1 Problema di permessi. Generalmente quando il mittente è blacklistato (è lecito allarmarsi!).
5.7.5 Problema di crittografia.
5.7.6 Algoritmo crittografico non supportato.
5.7.7 Problema di integrità del messaggio.

Tutti gli errori che iniziano con 4. sono considerati “soft bounce”.

Tutti gli errori che iniziano con 5.1 sono considerati “hard bounce”.

Mentre gli errori con 5.2 indicano problemi di dimensioni, gli errori con 5.7 invece segnalano problemi di sicurezza o di black list.

Le aziende serie che fanno email marketing in modo serio di solito eliminano subito le caselle email che rispondono con errori di tipo “hard bounce”. Per gli errori di soft bounce la prassi è quella di eliminare dagli inoltri le caselle solo alla seconda o terza volta che diano errore di tipo soft bounce.

Nella nostra pratica preferiamo mantenere la lista più pulita possibile per cui cancelliamo dalla lista degli inoltri le email che forniscono i seguenti codici di errore:

“4.4.7”,”5.1.0″,”5.1.1″,”5.1.2″,”5.1.5″,”5.1.6″,”5.2.1″,”5.2.2″,”5.4.0″

Chiaramente se le nostre DEM o newsletter riguardano qualche migliaio di utenti, l’apertura dei messaggi non recapitati può diventare un’operazione estremamente complessa. In tal caso ci viene incontro l’esensione IMAP di php.

Sarà sufficiente effettuare una connessione alla casella di posta del nostro mittente e andare a cercare nei messaggi i codici di errore voluti per poi generare le liste delle email che hanno risposto con un codice d’errore particolare.

Buon email a tutti.