SEO case study: chiavi sotto il tappeto.

E’ solo nella pratica quotidiana che si può imparare la Sarch Engine Optimization (SEO), attraverso una attenta osservazione della realtà.

Google aggiorna di continuo il proprio algoritmo allo scopo di generare dei risultati che corrispondano il più possibile ai criteri di ricerca dell’utente (il più recente è quello del 25 Settembre 2014, noto come Panda 4.1).

Non è un caso che il “bounce rate“, ovvero il tasso di rimbalzo di ogni singola pagina, giochi un certo ruolo tra i criteri SEO per il posizionamento.

Uno dei compiti di oggi come SEO prevedeva di estrarre alcune osservazioni sulla chiave “produzione tappeti”.

L’ottimizzazione classica per la chiave è quella che ritrovo sul sito di Syncronia (uno dei clienti BizOnweb) che prova a posizionare questa pagina http://www.syncronia.com/produzione-tappeti-sitap/it80r per produzione tappeti.

Passando però in rassegna i risultati Google si ottengono interessanti risultati.

La prima osservazione SEO è la presenza in prima posizione (su 541.000 risultati) di
un sito con PR3 che non ha la chiave di ricerca negli elementi consuenti per
l’ottimizzazione “on page”. La chiave non è presente nei tag h1 h2 h3 nè nel testo della pagina medesima.

L’unico elemento ad avere la chiave (non la chiave tale e quale, ma quella “sinonima”) è il title di Pagina che è “produzione di tappeti”. La parte testuale del sito presenta 195 parole, quindi un testo appena sufficiente ad essere indicizzato correttamente da Google.

Tra i primi dieci scopro anche un sito che pratica la vecchia black SEO (almeno dal
mio punto di vista), con scritte nere su sfondo nero. Evidentemente gli automatismi
di Google non sono poi così “attenti” da intercettare piccolezze del genere.

La terza osservazione riguarda la presenza di siti che non presentano una delle parole che formano la chiave composta “produzione tappeti”. Perchè?

Dal mio punto di vista Google è in grado di definire per le chiavi di ricerca composte da due o più parole, quale sia la chiave primaria.

Quindi sulla parola chiave composta “produzione tappeti”, la parola tappeti è chiave primaria mentre produzione diventa chiave secondaria o accessoria.

Sulla base di questo schema, sembra possibile posizionarsi per una chiave composta anche senza doverla scrivere.

L’ipotesi è accreditata da un altro sito che si posiziona 6° per “vendita tappeti” pur non avendo la parola vendita in nessun elemento della propria pagina.

Questo sito presenta un elevata Keyword Density per la parola primaria “tappeti” attorno al 3% e Google deduce la chiave accessoria “vendita” dalla presenza di altre parole accessorie e sinonime di vendita come “online” e “prezzi”.

Queste ipotesi aprono interessantissime prospettive per una ottimizzazione più creativa di ogni sito.

L’ottimizzazione classica continuerà ad avere il suo peso ma dovrà fare i conti con l’ottimizzazione dinamica e per certi versi imprevedibile di Google.

Buona SEO a tutti/e.